Diocesi di Termoli Larino

Sac. Giovanni Licursi

ORARIO SS. MESSE :   
Feriale:   18,30                  inverno: 17,30               
                                       Domenica: 11,30 - 18,30;  inverno: 17,30                       

S. Maria ad Nives

La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Maria ad Nives, risale quasi certamente all'alto medioevo, epoca in cui si diffuse il culto della Madonna, lungo le rive del Biferno e del Saccione. La troviamo menzionata nelle bolle del XII secolo e nelle tassazioni papali del XIV secolo. La chiesa, oltre agli altari di giuspatronato del Barone, aveva anche alcuni di famiglie che erano assurte a posizione economica di rilievo (nel corso del Cinquecento): Chiaro, Molinicchio, de Lallo e de Sciarra. La Chiesa fu restaurata nel 1734.

San Rocco

L'altra chiesa, dedicata a San Rocco fu probabilmente edificata dagli schiavoni, nell'epoca in cui si stabilirono fuori le mura di Montelongo ed edificarono il loro quarto (Seconda metà del Cinquecento).

Nel XVII secolo il quartiere si ingrandì per l'immissione di genti latine e la Chiesa venne restaurata ed ampliata.

Santa Maria di Saccione

Le prime notizie del territorio di Montelongo, tratte da fonti documentarie scritte, risalgono all'alto Medioevo. Nel luogo dove oggi si trova la “fontana di S. Maria”, sorgeva la grancia benedettina di “S. Maria delle rose”. Le ultime notizie della cappella di S. Maria delle rose a Saccione risalgono alla Visita Pastorale del 1615, quando venne trovata: “senza porta, con l'altare denudato e privo di quadri, col tetto e pavimento che hanno bisogno di urgenti riparazioni”.

A Montelongo oltre allo “Spedale per il servizio dè poveri e de' Pellegrini”, vi erano tre Monti frumentari, amministrati dalle rispettive Confraternite: del Corpo di Cristo, del Rosario e di San Rocco. Nell'anno mariano 1954, in onore della Madonna del fiore è stata realizzata una cappellina in c.da “Ala Pagliaro” nota della fiaccolata il 14/08. Fra i secoli VI e X i monaci cassinesi fondarono, sul territorio della frentania larinate, numerosi monasteri, disboscarono e misero a coltura ampi appezzamenti di terreno. La loro attività garantiva la presenza di coloni latini e di famiglie longobarde e bizantine, che si stabilirono nelle campagne e fondarono alcuni casali rurali. Nel territorio di Montelongo vi erano i casali di “Femmina morta” (l'attuale Caracciolo), di Ceppito” (ai confini con l'agro di Rotello), di “S. Maria di Staccione”, di “Civitella” e quello di “Montelongo”