Diocesi di Termoli Larino

L’ACCOGLIENZA: GESTO CONCRETO DELLA COMUNITÁ CRISTIANA NELLA CARITÁ

 

“Cari fratelli e sorelle,

di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere “prossimi”, dei più piccoli e abbandonati. A dare loro una speranza concreta. Non soltanto dire: “Coraggio, pazienza!...”. La speranza cristiana è combattiva, con la tenacia di chi va verso una meta sicura.

Pertanto, in prossimità del Giubileo della Misericordia, rivolgo un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi. Un gesto concreto in preparazione all’Anno Santo della Misericordia.

Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma.

                                                     Papa Francesco, Angelus 6 settembre 2015

REFERENTE PER IL PROGETTO ACCOGLIENZA E RIFUGIATI (SINGOLO O FAMIGLIA):

PASQUALE RICCIO c/o Caritas diocesana Piazza Bisceglie, 1 86039 Termoli (CB) Tel. 0875.701401

LUN 10.30 - 12.30
MERC 10.30 - 12.30/ 16.30 - 18.30 VEN 10.30 - 12.30           segreteria@caritastermolilarino.it

 

Il Papa chiede alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri, ai santuari ed alle famiglie il gesto concreto dell’accoglienza di “coloro che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita”per vincere la paura e i pregiudizi, “la barriera dell’indifferenza”.

Il percorso di accoglienza

Informazione: per conoscere chi è in cammino e arriva da noi. La Caritas diocesana curerà la circolazione delle informazioni.

Formazione sul piano sociale, legale e ammini- strativo, ma anche culturale e pastorale, per chi accoglie con strumenti adeguati, con una équipe di operatori a livello diocesano e di volontari a livello parrocchiale. La Caritas diocesana organizzerà il percorso.

Accompagnamento: la Caritas diocesana se- guirà lo sviluppo del percorso di accoglienza in tutte le sue fasi.

Le forme dell’accoglienza

Chi accogliere:un singolo rifugiato o una famiglia.

Dove accogliere: in alcuni locali della parrocchia o in un appartamento in affitto o in uso gratuito, pres- so alcune famiglie, in una casa religiosa, negli spazi legati a un santuario.

I tempi:da sei mesi a un anno.
Le due opzioni dell’accoglienza

1-La parrocchia ospita un richiedente asilo o una famiglia che ha completato il percorso di accoglienza all’interno di un progetto SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) del Ministero dell’Interno.

2- “Rifugiato a Casa Mia”: le famiglie potranno sperimentarsi nell’accoglienza di persone provenienti da contesti e culture diversi all’interno della propria abitazione.

OPERATIVITÀ IMMEDIATA DELLA CARITAS DIOCESANA

La Caritas diocesana (secondo le indicazioni del Vademecum) si occupa di:

Curare i rapporti con la Prefettura di competenza

Raccogliere le disponibilità delle parrocchie, case-religiose, santuari e delle famiglie disponibili all’accoglienza

Promozione di un percorso di informazione e formazione dei suddetti

Sopralluogo e verifica dei locali messi a disposizione;

Verifica delle preferenze dei beneficiari, singoli o famiglie;

contri specifici con eventuali famiglie disponibili all’opzione “Rifugiato a casa mia”