Diocesi di Termoli Larino

Relazione di sintesi dell’incontro avuto il 23 ottobre a Termoli presso l’episcopio
con mons. Gianfranco De Luca, vescovo di Termoli-Larino

L’associazione Pax Christi Molise si è incontrata con il vescovo di Termoli-Larino esponendo la propria mission che è quella di movimento cattolico internazionale per la pace. Il tema “pace giusta e vera” è collegato strettamente a quello della giustizia e della salvaguardia del creato.

Tra le principali attività che PX conduce vi sono quelle legate alle pratiche sociali, azioni non violente di contrasto al commercio delle armi, di promozione dell’obiezione militare, ad una radicale trasformazione del ruolo dei cappellani militari. Inoltre l’impegno per la pace consta anche di una riflessione e contemporanea azione per un nuovo modello di sviluppo sociale ed economico affrancato da regole neoliberiste affinché al centro vi sia la persona e non il mercato.

Tra le principali pratiche vi è la solidarietà concreta alle popolazioni vittime di azioni di guerra, di false azioni umanitarie che altro non sono che occupazioni o imposizioni sociali, economiche e politiche, di modelli occidentali o legati a identità etniche o false tradizioni di ispirazione religiosa. Nel contesto attuale PX è impegnata a concretizzare la sua contro-informazione e nuova formazione a favore di una reale e completa visione dei vari fenomeni migratori e dell’attuale esodo epocale, spiegando non solo gli esiti, obiettivamente difficili da gestire, ma anche le cause strutturali di natura economica, sociale e militare.

Proprio alla luce di questa impostazione si condivide con il vescovo la preoccupazione di uno scarso sentimento e pratica di accoglienza nei confronti dei fragili, dei lontani, di chi sbaglia, di chi cerca misericordia ovvero nuove opportunità di vita. Si individua proprio nella “paura di accogliere”, anche da parte dei giovani, chi è diverso, malato, povero, straniero, il vero male di una società nichilista e ci si propone di “accogliere la paura negli altri” dei nostri fratelli per trasformarla in opere di misericordia, alla luce anche dell’imminente anno giubilare. Quindi PX propone al vescovo la propria disponibilità per interventi o percorsi (tipo scuole popolari) su tematiche sociali, economiche, finanziarie e ambientali, durante le attività pastorali che la diocesi ha programmato come opere segno, durante l’Avvento di fraternità e la Quaresima.

Creare una mentalità che si riconcili con il fratello e con il creato cercando di essere movimento tra movimenti sociali e popolari, soprattutto alla luce della vera invasione che l’Italia sta subendo, la quale è rappresentata dalla petrolizzazione che recenti norme consentono in barba alle più elementari forme di democrazia locale. Dinanzi a questo analfabetismo di ritorno che si evidenzia rispetto alla lettura di fatti epocali quali gli esodi e i cambiamenti climatici, di fatto causati da un modello di sviluppo e di economia che uccide, abbiamo proposto un percorso di riflessione che partendo dall’enciclica di papa Francesco valorizzi l’intera dottrina sociale della Chiesa.

A tal fine si considerano destinatari privilegiati i giovani anche universitari, le insegnanti di religione e i catechisti. Soprattutto sul tema delle migrazioni risulta quanto mai urgente recuperare una visione cristiana della vita ed affrontare la lacerazione profonda presente nella società anche attraverso una comunicazione, informazione e formazione corretta per recuperare un linguaggio cristiano ed un lessico della solidarietà. Se ci riconosciamo nella “pace umana”, allora nell’anno della misericordia dovremmo mettere a tema anche i rapporti da ricucire a partire dalla famiglia e dalle famiglie ferite o perlomeno invertire tale tendenza. La vera sicurezza non è quella delle Forze dell’ordine, ma delle mutate relazioni sociali e della garanzia dei diritti umani, sociali ed economici fondamentali.

L’idea, allora, è quella anche di renderli dinamici gli incontri tematici, ispirandosi alle metodiche di animazione dei Caffè teologici. Quindi l’auspicio è che diventino tematiche non per poche persone sensibili, ma percorsi stabili anche dentro le celebrazioni (attraverso, per esempio, dei canti dedicati a questo tema in particolare dell’immigrazione come: “pure tu sei mio fratello” e “senza frontiere”) e nelle omelie.

E’ tempo di semina!