Diocesi di Termoli Larino

Nato a Montorio nei Frentani il 18-09-1956
Ordinato il 21-09-1980
Parroco di S. Maria delle Grazie (Ururi)

Via provinciale, 14
86049 Ururi
tel. 0874 826398
cell. 3477727700
e-mail: fernando.manna@alice.it
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Sac. Manna Fernando

 
Parroco:  Manna  Fernando  -   Forania: Larino - Campomarino

Orario S. Messe: Feriale 9,00 – Festivo 9,00 – 11,00 – 17,30

Patrono: Sacro Legno della Croce (3 Maggio)

e-mail: fernando.manna@alice.it

La chiesa di Santa Maria delle Grazie di Ururi  è anche nota come “chiesa grande” perché intesa come la principale chiesa cittadina. Essa sorge nel punto più alto del colle dove è ubicato il piccolo centro storico di Ururi. Secondo alcuni studi pare si tratti dello stesso luogo in cui il prete Filippo eresse poco prima dell’anno mille la chiesa intitolata a S. Maria. Tale ipotesi si avvalora con l’atto di donazione del 1026. Alcuni eventi storici e la presenza di vecchie fondazioni rinvenute in occasione dei lavori di consolidamento, fanno pensare che tutte le chiese distrutte nel tempo siano state riedificate nello stesso luogo e dedicate sempre a S. Maria. L’attuale costruzione,  risalente al 1718, è stata possibile grazie a 400 ducati, elargiti dal vescovo di Larino, mons. Carlo Maria Pianetti, e al contributo dei devoti ururesi. La chiesa fu consacrata da monsignor Tria il 10 settembre 1730.
Canonicamente eretta Ab immemorabili. Dedicazione avvenuta il 10 settembre 1730

     

Arte e architettura. Tra il 1730 e il 1965 la chiesa si è vista trasformata in forma e dimensione. Nel particolare, essa si presentava a navata singola nel 1730, doppia con campanile nel 1812, tre navate (sempre con campanile) nel 1846 mentre 1965 è datato il totale rifacimento del campanile, reso obbligatorio a seguito del suo crollare dopo essere stato colpito da un fulmine il 7 dicembre 1961; in tale occasione subì notevoli danni anche la navata sottostante. Ulteriori danneggiamenti e crolli ne hanno caratterizzato la storia e oggi, la Chiesa di S. Maria delle Grazie è ammirabile nella sua struttura consolidata, grazie a lavori iniziati nel febbraio del 1997 e terminati nel dicembre 1998. Domenica 14 marzo 1999, alla presenza del vescovo di Termoli – Larino Domenico D’Ambrosio, del parroco di Ururi don Adamo Manes, delle autorità civili e di numerosissimi cittadini viene solennemente celebrata la riapertura della chiesa.


Nato a Montorio nei Frentani il 18-09-1956
Ordinato il 21-09-1980
Parroco di S. Maria delle Grazie (Ururi)

Via provinciale, 14
86049 Ururi
tel. 0874 826398
cell. 3477727700
e-mail: fernando.manna@alice.it
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Storia

Il primo documento relativo alla storia di Ururi è costituito dall'Atto di donazione (dicembre 1075) disposto da Roberto, primo conte di Loritello (l'attuale Rotello), nipote di Roberto il Guiscardo, di un monastero di "Santa Maria in Auròle", a favore della chiesa di Larino per l'anima sua e dei suoi parenti. Seguono, nell'atto, le maledizioni per chiunque in avvenire tentasse di sottrarre la donazione alla Chiesa. L'espressione "in loco qui dicitur Auròle..." fa capire che si trattava di un feudo rustico, in cui si trovava la piccola chiesa di Santa Maria, costruita verso il 945 poi distrutta.  Intorno ad essa ebbe origine l'abitato di Ururi. Lo stesso luogo si trova citato in una Bolla di papa Lucio III del 1181, in una Bolla di Innocenzo IV (1254) e nel Catalogo dei Baroni del Regno, con l'espressione "Aurora". Nel 1284 Carlo II ordinava agli abitanti di San Martino di non recar molestia agli abitanti in "Casale Aurelio". Nei regesti del 1320 il luogo è chiamato "Casale Aurio" o " Orerio".
Non vi sono resti di opere murarie che possano indicare l'esistenza dell'antico del monastero e del Casale ma è da supporre che essi sorgessero nella parte più alta dell'attuale abitato di Ururi.
Dunque è da supporre che il luogo fosse proprio là ove oggi è il centro storico del paese, tanto più che il monastero era dedicato a Santa Maria così come la vecchia Chiesa parrocchiale che sorge appunto nel luogo più alto del paese.
L'atto è firmato da Guglielmo Vescovo, dal Giudice Falco, da un tale Maraldo Trimarco mentre il donante feudatario conte di Loritello vi appone il segno di croce degli illetterati (segno dei tempi nei quali la spada valeva più della penna). Con detta donazione il Vescovo di Larino a sua volta succedeva nel feudo Aurora divenendone il feudatario.
Nei secoli successivi il feudo Aurora e la donazione del conte di Loritello riappaiono in atti e documenti vari. Solo poco prima del 1500 in qualche documento appare per il Casale Aurora anche la denominazione di "Ruri" e talvolta di "Urure".
Il fatto stesso della promiscuità di denominazione fa pensare che quello è il periodo in cui la nuova denominazione si stava affermando sicché il Casale viene indicato tuttora con il nome Aurora, ma sono in uso anche le nuove denominazioni.
A quella data (poco prima del 1500), gli albanesi si erano già stabiliti nel Casale e può quindi darsi che siano stati proprio i nuovi abitanti a dare la nuova denominazione, o per assonanza (Aurora-Urure) o addirittura derivando dalla vecchia denominazione quella più consona alla lingua albanese nella quale ancora oggi, la denominazione è "Rur - Ruri".
Taluno, specie in sede locale, sospetta che la nuova denominazione "Rur, -Ruri" possa derivare o dal latino "urere" (bruciare) o dall'albanese "uri" (tizzone) con chiaro riferimento ad un incendio che avrebbe distrutto il paese. Non sembra tuttavia possibile richiamarsi a tali denominazioni sia perché si ha notizia di tali eventi in epoca anteriore all'anno 1500 e sia perché tali derivazioni non si spiegherebbero in un ambiente culturalmente povero.