Diocesi di Termoli Larino

Parroco:  Licursi  Giovanni 
Tel: 0874/826363

Di antica origine, la chiesa fu ricostruita intorno al 1731-38, nel punto più alto dell'abitato, dove sorgeva un'altra chiesa di origine normanna, ad una sola nave, crollata per il terremoto del 1656. La facciata presenta semplicità di linea, e sul lato sinistro si trova la massiccia torre campanaria, dapprima distaccata dalla chiesa ed ingrandita nel 1727. La chiesa, definita dal Tria "una delle più belle e distinte chiese della Diocesi" presenta l'interno, diviso in tre navate, ed è lunga mt. 28, larga mt. 17 ed alta mt. 11 per una superficie di mq. 480.

Conserva un pregevole altare maggiore in marmi policromi, dove si conserva il corpo di S. Costanzo, un coro ligneo è in noce massiccia intagliato a motivi floreali, il quadro dell'Assunzione di scuola fiamminga, sulla parete del coro, con una ricca cornice barocca, una pala d'altare di Teodoro d'Errico, raffigurante l'Annunciazione e la Pala di S. Caterina d'Alessandria di autore ignoto, ma rilevante testimonianza del rito greco in uso nella zona.

Pregevole l'organo tripartito del 1779, le cui canne sono inquadrate tra motivi ornamentali. Nella chiesa sono conservate diverse opere d'arte, tra cui quattro tele e dodici medaglioni su tela di Paolo Gamba e un dipinto di Antonio Solaro, detto lo Zingaro. Le tele di Gamba rappresentano "l'Immacolata Concezione", "l'Addolorata", la "Madonna del Purgatorio" e la "Sacra Famiglia"; nei medaglioni sono raffigurati a mezzo busto i quattro Evangelisti e quattro Profeti. Della primitiva chiesa rimane l'acquasantiera, composta da parti di varia provenienza.


                       

La chiesa venne costruita su un preesistente manufatto medioevale. Ha tre navate ed è ricca di opere del XVI, XVII e XVIII secolo. Vi sono quattro tele d'altare di Paolo Gamba dedicate all'Immacolata Concezione, all'Addolorata, alla Madonna del Purgatorio ed alla Sacra Famiglia. Inoltre nella navata centrale, sulle paraste, vi sono quattro medaglioni che raffigurano i profeti e, sulle paraste dei pilastri che fiancheggiano l'altare maggiore, vi sono altri quattro medaglioni che raffigurano gli Evangelisti. Vi è custodita anche una tela dell'Assunta del principio del XVI secolo.
Vanno anche ricordate altre opere: la statua in pietra di San Michele, un organo a mantice del 1779, il coro in noce e l'altare maggiore di marmi policromi che custodisce il corpo di San Costanzo.

Lo stemma di Montorio nei Frentani è rappresentato da uno scudo sul quale campeggiano tre colli; quello centrale è sovrastato da una stella. Non si conosce il suo signifìcato né la data della sua adozione. Tuttavia tale simbolo è già riportato nel timbro applicato su un documento comunale del 1811.
Già nel 1200 il paese era conosciuto semplicemente come Montorio (Castrum Montorii) e, solo per distinguerlo dagli altri paesi omonimi, con delibera comunale del 4.2.1864, la sua denominazione fu mutata in Montorio nei Frentani. Mons.Tria scrive che il nome Montorio derivi da Mons aureus, come si legge nelle bolle papali di Lucio III (1181) e di Innocenzo IV (1254), a causa del colore delle sue terre.

Giandomenico Magliano sostiene, invece, che tale derivazione non può essere accettata in quanto le terre di Montorio hanno lo stesso colore di quelle dei paesi vicini per cui il nome Mons Aureus sia piuttosto da addebitare ad errore dei copisti dell’epoca.
Nel catalogo dei baroni, edito dal Borrello nel 1653, infatti, si trova la dizione Montorius, così come è chiamato “Castrum Montorii” nei Demani Imperiali degli anni 1241/46. Magliano, inoltre, fa notare che era costume degli antichi indicare col nome “toro” le cose grandiose e poiché Montorio sorge su un colle alto ed imponente, il suo nome doveva essere originariamente “Mons Taurus”, da cui derivarono: Monte Toro, Montoro, Montorio. Quest’ultima interpretazione venne formulata sull’opinione di Stefano Bizantino circa l’origine dei paesi che portano tale nome e l’uso della parola “Taurus”. Analoga interpretazione la offre il Du Cange, il quale sostiene che nel latino medioevale la parola “Torus”, usata per indicare località, significava “colle aguzzo e rotondo con effetto di rafforzamento per indicare un luogo posto in alto”.

ORARIO SS. MESSE
 
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