Diocesi di Termoli Larino

Parroco   Mons. Gabriele  Tamilia
Corso Vittorio Emanuele III 
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Morrone del Sannio
 Morrone ha origini, antichissime: la sua fondazione è attribuita ai soldati di Annibale che, durante le guerre contro i Romani, posero il loro quartier generale proprio in queste zone. L’etimologia stessa del nome richiama l’antica Maronea sannitica. Ma persistono ancora delle perplessità sull’origine del nome. Alcuni sostengono che Morrone, conosciuta come Murono nel 1022, trae il suo nome dalla “morra”, ossia dalla pannocchia: i primi abitanti del posto, avendone trovata una molto grossa, avrebbero detto appunto essere un “morrone”, altri , invece, dicono che già molto prima i Romani avessero un ruolo nella storia e che “morr-“ stava ad indicare un mucchio di pietre, un grosso sasso, un monte, confermando così l’origine della città come roccaforte sannitica. L’ipotesi più probabile è la seconda, in quanto la sua veridicità è sostenuta anche dalle numerose reliquie della remota latinità, fra cui le fondamenta di una villa, citata anche negli scritti di Cicerone, in cui è stata ritrovata un’epigrafe in cui il liberto Caio Salvio Eutichus saluta Rectina per il suo ritorno dopo lo scampato pericolo nell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Cenni storici
 La chiesa di Santa Maria Maggiore (chiesa Madre) è situata sul punto più alto del comune molisano di Morrone del Sannio, piccolo paese della Provincia di Campobasso a circa 800 metri di altitudine da cui si scruta gran parte del contado, parte dell’Abruzzo e del Mar Adriatico.
La costruzione della chiesa nelle fattezze attuali ha origini curiose: un importante nobile della zona sognò la Vergine Maria che gli disse di edificare una chiesa in suo nome nel punto in cui sarebbe caduta la neve. Era il mese d’agosto.(La storia ricorda le origini della basilica romana di Santa Maria Maggiore). La neve cadde sulla preesistente chiesa duecentesca.
Il nobile chiese udienza al Vescovo Tria, che decise di appoggiarlo nella costruzione della nuova chiesa. I lavori durarono dieci anni. Il 29.10.1730 la chiesa fu consacrata con il nome di Santa Maria ad Nives, per ricordare le particolari circostanze che portarono alla sua costruzione. A testimonianza di tale evento fu murata, all’interno della chiesa, nel primo pilastro a destra, una lapide con epigrafe: D. O. M. / Templum Hoc / Ejusque Altare / Nuper Funditus Constructum / Sanctae Mariae Majori / Dicatum / Iohannes Andreas Tria / Episcopus Larinen / Solemmi Pompa Et Ritu / E Sacro Reddidit Sacratissimum / Die XXIX. Octobris MDCCXXX. / Traslato Ejus Festo / Ad Diem XX. Octobris / Cum Sua Octava.
Salendo la scalinata e percorrendo il ballatoio, si accede alla chiesa, suddivisa in tre navate d’ordine toscano, di cui quelle laterali risultano metà di quella maggiore. E’ presente un coro molto ampio, in cui è posto l’altare, lavorato a foggia d’urna con predella da Lorenzo Troccoli, con marmi scelti a Napoli, a similitudine dell’Altare delle Monache della Concezione di Monte Calvario, disegnato da Vaccaro. La parete di fondo è abbellita dalla presenza di un quadro raffigurante “l’Ultima Cena del Signore”, mentre la controfacciata è provvista di un organo ad otto registri con i suoi contrabbassi.
 Le navate laterali sono dotate di tre cappelle ciascuna con i rispettivi altari: nella navata sinistra vi è l’Altare sotto il titolo di S. Modesto Protettore, Patrono principale di questa terra, l’Altare sotto il titolo di S. Giuseppe e l’Altare dedicato a S. Maria di Costantinopoli; nella navata opposta, vi è l’Altare sotto il titolo dell’Apostolo delle Indie S. Francesco Saverio, l’Altare sotto il titolo del Rosario e l’Altare sotto quello di S. Nicola di Bari.
La chiesa è anche provvista di un campanile di bella e solida costruzione, fabbricato con antichissime pietre quadre gravinate e presenta cinque campane, di cui quella maggiore è detta di S. Pardo. Il cimitero è posto vicino al campanile, dietro il coro della chiesa. Vi è anche uno Spedale per ricevere i pellegrini, posto nel luogo detto la Porta di S. Angelo, formato da quattro stanze, due superiori e due inferiori.
 Si venerano varie Sante Reliquie: S. Mauro Abate – S. Giacomo Min. – S. Maria Maddalena – S. Celestino ..-
 E’ presente un arredo composto da alcuni confessionali lignei, dall’antico pulpito interamente in noce, da numerose statue e vari quadri.