Diocesi di Termoli Larino

Pasquale Antonetti, Seminarista diocesano, ci ha donato un suo commento sull’Ordinazione sacerdotale di Don Pietro Cannella celebrata  domenica 26 marzo  in Cattedrale.

 “Grande gioia per la Chiesa di Termoli-Larino che accoglie nel suo Presbiterio un nuovo figlio. Lo scorso 25 marzo, Solennità dell’Annunciazione del Signore, il Vescovo mons. Gianfranco De Luca ha ordinato sacerdote per la nostra diocesi Don Pietro Cannella. Termolese di nascita, 41 anni, si è laureato presso l'Università degli Studi di Ancona in Ingegneria ambientale e, dopo alcune esperienze lavorative, si è formato presso il Pontificio Seminario Regionale Marchigiano “Pio XI”.

Nella gioiosa Celebrazione il Vescovo ha ricordato la «bellezza del ministero sacerdotale, vissuta al servizio del Signore e del Popolo di Dio. Un ministero che si concretizza nel servizio del pane, nella responsabilità verso la comunità, nell'annunciare la Parola e nell'amministrare i Sacramenti».

In effetti, il giorno dell'Ordinazione sacerdotale non è la festa per pochi eletti, ma è la festa di tutta la Chiesa, di tutto il Popolo di Dio: l'essere cristiani non potrebbe sussistere se non venisse celebrata l'Eucarestia, se non fossero amministrati i Sacramenti e se non fosse annunciata la Parola di Dio; se, in altre parole, non vi fossero uomini scelti da Gesù Cristo per il servizio al suo Popolo.

La liturgia della Chiesa dice realmente cos'è il Ministero Sacerdotale attraverso la Preghiera consacratoria e i gesti simbolici. D'altra parte, però, non si può avere Sacerdozio ministeriale se non vi è un popolo da servire.

Il Concilio Vaticano II esprime questa reciprocità, poiché il Sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune dei fedeli incarnano quell'unico Sacerdozio di Cristo Gesù. Così ciascuna Comunità, popolo e pastore, vive il Sacerdozio regale di Cristo cercando di essere “segno di contraddizione” per il mondo ormai sempre più disinteressato a Dio: ciascun battezzato, nella propria comunità, svolge un servizio, un ministero, nel rispetto delle diversità e dei carismi di ognuno.

Il presbitero, dunque, è mandato presso una comunità per vivere con essa e per essa la vocazione cristiana di Ministro ordinato, perché possa servire Dio nei fratelli.

Mons De Luca ha anche sottolineato come sia «lo stesso popolo di Dio a cui il prete è affidato a farlo crescere nella vita di fede, per incarnare nel mondo d'oggi il messaggio cristiano. Si tratta di assumere la  forma gregis, perchè il sacerdote non si regge da solo, ma grazie alla fede della Chiesa intorno a lui, del Popolo di Dio che lo sostiene, lo sollecita, lo incoraggia».

Essere sacerdote significa, a partire dalla comunione d'amicizia con Cristo, diventare anche amico di tutti i fratelli e sorelle. La manifestazione più intima di questa amicizia è portarli in preghiera: comprendere e accogliere le vicende degli uomini e trasformarli in preghiera, in modo che diventino un grido al cospetto di Dio. La preghiera per il popolo conduce poi ad amministrare i Misteri di Dio. Il sacerdote serve il popolo se e in quanto porta Dio agli uomini, poichè dove Dio scompare, scompare anche l'uomo.

A conclusione della Celebrazione Eucaristica, don Pietro ha così ringraziato l'Assemblea liturgica: «Il Sacerdozio non è solo un dono di Dio per la persona stessa, la quale può realizzare in pienezza la propria vita in conformità alla vocazione battesimale che il Signore ha pensato per lei, ma è un dono per tutta la Comunità ecclesiale perchè il sacerdote è colui che porta Cristo agli altri».

La Chiesa diocesana, dunque, ha motivo di gioire per ogni nuovo sacerdote, e per questo gioisce per il dono di Don Pietro che con l'offerta della sua vita al Corpo mistico di Cristo è divenuto portatore della Misericordia di Dio agli uomini e alle donne nel nostro tempo.

Il giorno dell'Ordinazione sacerdotale è per la diocesi anche il giorno del raccolto, uno dei vertici della sua vita, perchè in esso si vede quanto è viva la fede di una chiesa locale, la quale è sollecita  a scorgere fra i suoi figli il dono della chiamata al sacerdozio, dando ai giovani la forza e la gioia di mettersi al servizio esclusivo del Signore Gesù.

A noi tutti rimane il compito di pregare perché tanti giovani rispondano con entusiasmo alla chiamata del Signore, certi che la vita donata agli altri non è mai una vita persa, ma sempre una vita vissuta in pienezza”.

 Anche  Angelica Quiquero, operatrice dello SPRAR, che vive a Santa Croce di Magliano dove Don Pietro ha donato il suo servizio come Diacono e dove ancora eserciterà il suo ministero sacerdotale in comunione con il Parroco Don Angelo Castelli  e con Don Alessio Rucci, parroco in solido, ha sottolineato la bellezza della Celebrazione, particolarmente densa di significato e alla quale hanno preso parte circa cinquanta sacerdoti e rappresentanti delle parrocchie dell’intero territorio diocesano, unitamente a familiari ed amici di don Pietro Cannella.

Emozionante, ci dice Angelica,  è stato il momento in cui i presbiteri hanno imposto le loro mani sul capo del nuovo Sacerdote dopo l’imposizione di quelle del Vescovo.

A Pietro un augurio affettuoso con le parole che Papa Francesco ha rivolto ad alcuni neo-sacerdoti: "Esercitate in letizia e carità sincera l’opera sacerdotale di Cristo, unicamente intenti a piacere a Dio e non a voi stessi.

Abbiate sempre davanti l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire; per uscire e cercare e salvare ciò che era perduto ".

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