Diocesi di Termoli Larino

Il tema della famiglia e dell'educazione degli adolescenti continua a scandire l'anno pastorale della nostra Diocesi,   sensibilizzando i genitori e tutti gli operatori coinvolti in un percorso di dialogo comunitario e di impegno condiviso.

In tanti hanno partecipato all'Assemblea diocesana che si è tenuta sabato 25 novembre 2017 nell'auditorium San Giovanni Paolo II della parrocchia di Santa Maria degli Angeli a Termoli.

"In famiglia ciò che mi sta a cuore è la tua felicità: volersi bene, volere il bene' l'argomento della riflessione guidata  da  Mimmo Armiento, psicologo  e psicoterapeuta, che con sua moglie ha fondato l'associazione 'Ingannevole come l'amore' con la quale realizza varie attività di formazione alla crescita umana, e in particolare  all'amore nuziale,   per adolescenti, giovani, fidanzati, coppie e famiglie, secondo un'antropologia personalistica di ispirazione cristiana.

Un intervento professionale, dinamico e coinvolgente che ha offerto diversi spunti di approfondimento con esempi concreti presi dalla vita quotidiana, dalla sua famiglia, dai suoi figli e da quei gesti semplici ma, allo stesso tempo, ricchi di significato ed energia positiva, che si propongono di costruire un ambiente familiare sereno, una famiglia come  punto di riferimento.

Non è scontato – ha sottolineato in un suo  passaggio il dr. Armiento - che un figlio ripeta gli errori del padre, ma anche dagli  errori potrà imparare.

Non abbiamo bisogno di genitori ulteriormente frustrati dalle mancanze dei loro figli che si colpevolizzano e alimentano un circolo vizioso da bloccare subito, anche perché i sensi di colpa abbassano il senso di percezione del bene”.

“Un figlio sbaglia? Si rende protagonista di eccessi? Di cavolate? Se si ricorderà dell'abbraccio della famiglia non butterà via la sua vita”.

E allora la necessità di “fare della mia casa una festa, volersi bene, mangiare insieme, condividere ogni momento, abbracciare prima di tutto e benedire ogni giorno i figli. Non servono “cazziatoni”,  i figli vanno capiti, incoraggiati, specie in questa fase così delicata come quella dell'adolescenza; spesso si rende necessaria una grosse dote di pazienza e l'ansia o l'impulso non devono sopraffare un momento di crisi, una difficoltà o un problema. Parlare, ascoltare, essere pronti a ricevere anche una delusione, una provocazione da un figlio che sta crescendo e vive nuove esperienze:  un domani lui potrà diventare dottore, fare carriera, prendere una strada diversa”,  ma sarà sempre lui,  al di là di quello che pensa il mondo esterno: “tu vali perché sei tu, sei carne della mia carne e ti voglio bene.

I genitori saranno sempre testimoni della gratuità e dell'amore di Dio che ama senza giudizi e senza condanne”.

All’ intervento, presentato da Natalino Finocchio e Susanna Del Gesso, responsabili della Commissione diocesana per la famiglia del Centro pastorale per la Missione e l'Evangelizzazione coordinato da don Stefano Rossi, hanno fatto seguito numerose domande, da parte di sacerdoti, operatori pastorali e genitori, che hanno alimentato un dibattito interessante e costruttivo.

Le considerazioni conclusive sono state affidate al Vescovo, Mons. Gianfranco De Luca, che ha ricordato che la Chiesa stessa è una famiglia: “l'immagine è quella della mensa domestica, alla quale il Signore invita tutti a sedersi, una tavola dove c'è posto per tutti perché ognuno si senta a casa: “le famiglie devono poter sentire il nostro calore, la nostra empatia e, attraverso di essa, la tenerezza di Dio”.

 


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