Diocesi di Termoli Larino

Dal 16 al 19 Aprile 2018 ad Abano Terme si è svolto il 40° Convegno Nazionale delle Caritas Diocesane, momento di incontro per tutti gli operatori delle Caritas diocesane del territorio nazionale.

La tematica quest’anno è stata tutta incentrata sui giovani, sul loro ruolo e il loro impegno nella comunità. Partecipare a questa settimana formativa ci ha aiutato a riflettere su come abitare il territorio in maniera responsabile, cercando di mettersi in gioco sviluppando nuove forme di carità, avendo come obiettivo quello di valorizzare e dare pieno ruolo alle risorse dei giovani.

Ogni giornata è stata caratterizzata da momenti di riflessione, durante le lectio mattutine, e da momenti di confronto pomeridiani in cui tutti gli operatori diocesani hanno avuto modo di mettere a confronto le varie esperienze di carità, che coinvolgono direttamente i giovani, che si svolgono in diverse parti d’Italia (dalla Diocesi del Triveneto, fino alla Sardegna, passando per Aversa, Pescia... ). 
I momenti di condivisione che si sono creati durante i diversi tavoli di confronto sono stati molto preziosi perché in questo modo abbiamo avuto l’occasione di toccare con mano il servizio di rete che si può creare tra le Caritas e le realtà locali, ad esempio le collaborazioni con le varie realtà scolastiche per la realizzazione di progetti che hanno come obiettivo quello di far crescere i giovani attraverso esperienze di carità e di impegno per gli altri.

Abbiamo avuto la possibilità di partecipare a tre laboratori diversi:

Una comunità che condivide: rischi e opportunità di web e social media”: questo gruppo è stato dedicato agli operatori della Comunicazione delle Caritas diocesane ed aperto anche ai giornalisti esterni con l’intento di far conoscere esperienze e progetti che dimostrano come il web e i sociali media, grazie a consapevolezza e conoscenza degli strumenti, da rischio possono diventare opportunità. L’obbiettivo del laboratorio è stato quello di dare anzitutto un quadro dei mutamenti in atto nel mondo dei nuovi media e di impegnarsi nell’offrire un’informazione di qualità al servizio della comunità. Tra i relatori Ferruccio Ferrante, responsabile Comunicazione Caritas Italiana, Vincenzo Grienti, giornalista, esperto in comunicazione e cultura digitale, UCS-CEI, Enrico Farro, presidente dell’Associazione Nazionale Film maker e Nico Piro, inviato Rai. Per quanto riguarda la parte relativa alle esperienze dal territorio, sono state presentate le esperienze della Diocesi di Padova, con la creazione di una web series per presentare il Sinodo dei Giovani, e il canale you tube della Caritas di Benevento.
Week Start, Esperienza di formazione e volontariato per i giovani” nella Caritas di Aversa: esperienza formativa unitaria e integrata di volontariato per i giovani, promossa dagli uffici pastorali diocesani: pastorale giovanile, pastorale vocazionale, ufficio scuola e Caritas diocesana.

“Diversa-mente in Caritas” della Caritas di Pescia, che aveva come obbiettivo quello di animare un’area delicata ma saliente della comunità, stimolando i giovani al senso del dono verso i poveri e ad essere partecipanti attivi nella propria comunità in linea con lo “stile Caritas”.

Durante la giornata di mercoledì   18 Aprile, ci siamo spostati presso l’Opera della Provvidenza Sant’Antonio per la presentazione delle esperienze diocesane per lo sviluppo di comunità coi giovani.  Anche qui ci siamo arricchiti grazie alla partecipazione a due laboratori:
  • Young Caritas, iniziativa della Caritas Bolzano-Bressanone per avvicinare i giovani ai temi della Caritas attraverso diverse attività (laboratori realizzati nell’ambito scolastico, la Corsa dei Miracoli con obbiettivo raccolta fondi, Regalare Tempo con le persone svantaggiate...). Questo progetto coinvolge il Servizio Civile, i giovani dell’alternanza scuola-lavoro, i giovani che svolgono l’anno di volontariato sociale.
  • Casa San Raffaele della Caritas di Venezia, progetto di accoglienza di immigrati (25 posti, solo uomini) in cui gli operatori, tutti volontari e non retribuiti, svolgono una turnazione anche notturna per occuparsi degli accolti. Gli ospiti possono sostare circa un anno e vengono accompagnati in un progetto di recupero personale. La casa accoglie anche uomini che devono scontare delle pene. I volontari sono coordinati dal gruppo Scout Adulti di Mira, Venezia.
In conclusione per uno sviluppo della comunità che sia in grado di includere il mondo giovanile, bisogna sviluppare la loro capacità partecipativa, collaborando con loro nella fase di elaborazione dei progetti invece che “calarli dall’alto”, migliorare la rete poiché l’unico modo per generare una comunità è darsi, mettere in comune le proprie conoscenze, condividere la speranza, aver coraggio di “trovare nelle situazioni impossibili delle possibilità”, diffondere le nuove prassi e le sperimentazioni.
L’ottica è quella di vedere i giovani non come categorie sociologiche ma come pietre vive di una società.
 
Nomi partecipanti: Suor Lidia Gatti, Luciana Boccardo, Angelica Quiquero






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