Diocesi di Termoli Larino

Ogni anno, il Centro Pastorale per la Liturgia, organizza una Giornata Diocesana dedicata ai ministranti. La giornata ha come scopo principale far vivere e sentire ai ministranti la vicinanza della realtà della Chiesa diocesana, e dunque, far prendere consapevolezza che il servizio liturgico non si esaurisce  nella parrocchia, bensì da questa deve allargarsi al territorio diocesano.

In quel giorno il singolo ministrante sperimenta che non è solo nel servire la Messa ma che come lui, altri, ed altre, si dedicano alla stessa vocazione in diverse realtà, e comprende, quindi, che la Chiesa non si limita alla parrocchia del suo paese ma si esprime in pienezza nella Diocesi.

Il servizio liturgico dei più piccoli non è l’avviamento al sacerdozio o alla vita religiosa: ancor oggi, purtroppo, si sente parlare di chierichetto (piccolo chierico, piccolo prete), mentalità che clericalizza il servizio liturgico e che lo banalizza. La vocazione del ministrante (colui che serve) non è una riduzione di un ministero ecclesiale, non è un contenitore per far restare i ragazzi in parrocchia, è prima di tutto una vocazione al servizio di Cristo e,  come tale, esige la sequela che si esprime nella realtà ecclesiale e fuori di essa. Nel servizio all’altare il ragazzo apprende la logica del dono e formandosi, attraverso la liturgia, vive nel mistero di Cristo professato, pregato e celebrato. Il servizio all’altare è luogo privilegiato dove nella libertà dei figli di Dio molti ragazzi e ragazze decidono di servire Gesù e la Sua Chiesa e pertanto tale luogo va curato perché in esso cresce anche il futuro della Chiesa Locale ed Universale.

Quest’anno la giornata è stata vissuta, per la prima volta, nel cuore pulsante della Diocesi di Termoli- Larino: la Cattedrale di Termoli. I ministranti sono stati accolti dal Vescovo Mons. De Luca, a casa sua;  in serata, dopo giochi e momenti formativi dedicati alla Cattedrale, hanno celebrato l’Eucaristia con lui.

Al centro dei momenti ludico – formativi :  San Timoteo e, come si è detto, la Cattedrale, Chiesa Madre di tutti i ministranti della Diocesi, la quale custodisce le reliquie di un giovane, Timoteo, che come loro, due millenni fa, decise di seguire Cristo sull’esempio di San Paolo. I tempi sono diversi ma la sequela non cambia. Anche questi ragazzi hanno deciso di avventurarsi con Gesù Cristo, seguendo magari l’esempio di un testimone che glielo ha fatto incontrare nella liturgia, attraverso la Parola ed il Pane, ne sono rimasti affascinati, e oggi, come Timoteo duemila anni fa, lo servono celebrandolo a Gloria di Dio Padre, nello Spirito Santo.

 

                                                                                   Di Salvo Gabriele

 

 

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