Diocesi di Termoli Larino

Si  è concluso venerdì 19 e sabato 20 ottobre 2018,  alla Casa di Formazione diocesana 'Giovanni XXIII' di Larino, il primo e innovativo Corso di Economia Civile promosso dalla Diocesi di Termoli-Larino e coordinato dal Progetto Policoro con la Scuola Nazionale di Economia Civile – Polo 'Lionello Bonfanti' di Incisa e Figline Valdarno (Firenze).

Il percorso formativo, condiviso dal Vescovo, Gianfranco De Luca, è stato articolato in sei fine settimana.

La due giorni conclusiva è stata  curata da:
- Alberto Frassinetti: consulente di organizzazione per istituti religiosi, enti, imprese. Co-fondatore e consigliere delegato della SEC- Scuola di economia civile, imprenditore di azienda;
- Eva Gullo: Consulente dinamiche relazionali; imprenditrice azienda EDC; già presidente del Polo “Lionello Bonfanti”;
- Ornella Seca: agente di assicurazione, imprenditrice azienda EDC, Vicepresidente Aipec;
- Mirella Sansiviero: Presidente Associazione Formamentis; Responsabile progetto Sycamore.

Nello svolgimento delle attività formative, che hanno coinvolto imprenditori, operatori e studenti di varie realtà del territorio del Basso Molise e non solo, sono state proposte lezioni tenute da autorevoli relatori, con l'esposizione di esperienze e lavori di gruppo. E’ stato definito un “manifesto di impegno per il territorio.

La Scuola di Economia Civile nasce dall'incontro di studiosi, esperti di impresa, operatori economici e istituzioni, sensibili all'idea di un'economia al servizio della persona e attenta all'ambiente e al territorio, che hanno scelto di condividere patrimoni valoriali, esperienze di studio e vita pratica con il mondo del lavoro e con chi opera nelle organizzazioni a movente ideale, nelle imprese, nelle pubbliche amministrazioni, nel mondo delle professioni.

L'obiettivo di questo percorso formativo – ha spiegato  Fabio Cordella della Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Termoli - Larino – è stato quello di guardare l’economia sotto un altro punto di vista, contrapposto a quello odierno del Noma (non-overlapping magistera), quindi  l’economia deve essere a stretto contatto con l’etica e la politica avendo come unico fine il bene comune, che non è la somma del benessere dei singoli ma ne è il prodotto. Secondo questo principio nessuno può essere lasciato indietro, basterebbe un unico individuo ad avere un benessere personale basso per abbassare drasticamente ed in alcuni casi annullare il valore del “Bene Comune”.

Sostenuti sempre dal nostro vescovo abbiamo affrontato argomenti come: pubblica felicità, gratuità e reciprocità, per diffondere il messaggio che lavorando insieme condividendo lo stesso obiettivo si possono realizzare dei grandi cambiamenti all’interno dei nostri territori. Siamo molto entusiasti per la risposta di un corso rivolto a tutti coloro che si spendono o vogliono spendersi nel nostro territorio per condividere quelli che sono i valori cristiani e la missione della Scuola, forti della convinzione che senza una nuova cultura economica e del lavoro è difficile immaginare un futuro sostenibile”.
 

 

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